domenica 19 marzo 2017

Morgan Krost


Parodia di Morgan Lost, approvata dall'autore originale, Claudio Chiaverotti. Testi miei e disegni di Pietro "Pitt" Rotelli (tavola in alto) e Francesco Elisei (tavola in basso)

lunedì 13 marzo 2017

Dove trovare i miei ultimi racconti?


Trovate due miei racconti sulle pubblicazioni di Ailus Editrice: il primo nel volume Gli Universi di Ailus - Sword & Sorcery si intitola L'Orrore Volante e si ricollega all'universo narrativo creato per la Cooperativa Autori Fantastici; il secondo è un horror con sfumature fantasy, La Regina delle Sirene, che viene ospitato dalla rivista Ailus dedicata alla mitologia marina.
Potete acquistare il tutto, scrivendo a info@ailuseditrice.it

martedì 7 marzo 2017

Cooperativa Autori Fantastici: il blog




Da oggi la Cooperativa Autori Fantastici, il gruppo da me creato su Facebook, ha un suo blog . Spero accorrerete a visitarlo numerosi.

lunedì 9 novembre 2015

Mia recensione su True Fantasy

Scusate la lunghissima assenza, mi permetto di segnalare che il sito True Fantasy ospita una mia recensione di un romanzo di Karl Edward Wagner, Bloodstone, purtroppo tradotto da noi come Il Guerriero dell'Anello (cosa non andava in La Pietra di Sangue? Misteri delle traduzioni!)

http://truefantasy.altervista.org/recensione-fantasy-il-guerriero-dellanello-bloodstone-1975-di-karl-edward-wagner/

sabato 7 febbraio 2015

Avrack e Il Campione Eterno: anatomia comparata



Ripropongo qui un mio articolo pubblicato alcuni giorni fa sul blog dell'amico Lucius Etruscus

ATTENZIONE! IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE SPOILER!

Spesso nelle discussioni che nascono sui social network si dibatte su come gli autori famosi (siano essi scrittori, registi o fumettisti) spesso e volentieri “ricalcano” le loro opere su lavori di altri. Si tratta di conversazioni piuttosto oziose. Spesso infatti le “copie” sono prodotti pari ai loro ispiratori e in alcuni casi persino superiori.
Un esempio di questo tipo è Avrack Signore dei Falchi (“delle Aquile” nella precedente traduzione dell’Eura Editoriale) scritto da Ricardo Barreiro e disegnato da Enrique Breccia. Tale fumetto, oggi ristampato dalla 001 Edizioni, è ispirato al ciclo letterario del Campione Eterno dell’inglese Michael Moorcock, a sua volta ispirato al romanzo Tre Cuori e Tre Leoni dello scrittore danese-americano Poul Anderson. Si potrebbe tuttavia andare ancora più indietro e dire che Anderson stava rielaborando la tipica storia di un uomo del nostro tempo trascinato in un passato più o meno immaginario, filone questo che avrebbe avuto la sua fonte in Mark Twain e nel suo Uno Yankee del Connecticut alla Corte di Re Artù.
Senza andare a scavare troppo in profondità, rimaniamo a Avrack e Il Campione Eterno. Il romanzo di Moorcock racconta di un uomo di nome John Daker perseguitato da visioni notturne in cui si trova deprivato della sua identità per diventare alcuni mitici condottieri, quali Elric di Melniboné, il principe Corum e il duca Dorian Hawkmoon (tutti personaggi di altri cicli ideati dal narratore britannico). In fine Daker si trova veramente trasportato in un altro mondo nel corpo di Erekose, un eroe morto secoli prima e ora apparentemente resuscitato. Daker/Erekose dovrà così guidare il genere umani in una battaglia contro esseri chiamati Eldren, altrimenti detti “i mastini del male”. La situazione sembra apparentemente quella di un romanzo cavalleresco riletto da Hollywood, con il paladino del Bene che si mette al servizio del re Rigenos e si innamora della figlia di questi, la principessa Iolinda, e combatte contro le Forze delle Tenebre. ma tutto cambia dopo le prime battaglie contro gli Eldren e la cattura di una loro aristocratica, la conturbante Ermizhad. Grazie a quest’ultima Erekose scopre che gli Eldren sono in realtà un popolo pacifico e molto più evoluto degli umani. Alla fine l’eroe “tradisce” la sua specie d’appartenenza per passare dalla parte del nemico.
La vicenda di Avrack parte da uno spunto simile: un tranquillo insegnante argentino, Jorge Pinedo, si innamora di una ballerina, la bella Graciela e la segue fino nei Caraibi, ma il loro idillio finisce presto. Abbandonato dalla sua amata Pinedo tenta il suicidio, gettandosi in mare, quando delle entità misteriose ed intelligentissime lo trasferiscono su un lontano pianeta. Questo mondo sconosciuto è caratterizzato da una società arretrata di tipo medievale, ma con alcuni anacronismi: gli alchimisti sono in grado di effettuare manipolazioni genetiche ed esistono oggetti tecnologici (armi automatiche e persino una funivia) che contrastano con le basse conoscenze scientifiche della popolazione. Scambiato per Avrack, un guerriero considerato da alcuni un eroe, da altri un sanguinario, Pinedo nel corso di nove episodi scoprirà di essere il mondo in cui si trova non è nient’altro che lo scenario di esperimenti sociologici condotti da una coppia di alieni, dai poteri quasi divini. Nonostante ciò, l’uomo, che da debole e pauroso è divenuto sempre più deciso e battagliero, deciderà di non tornare più sulla Terra per rimanere nel nuovo reame.
Le somiglianze tra il fumetto e il ciclo letterario saltano subito agli occhi: in entrambi c’è un miscuglio di fantascienza, fantasy e sociologia; ambedue presentano “eroi riluttanti” in un ambiente a loro estraneo; addirittura hanno entrambi un’arma magica (una spada radioattiva per Erekose, una moderna mitragliatrice per Avrack).
Tuttavia John Daker si adatta troppo facilmente al mondo in cui è finito, anzi dimentica in fretta il suo passato di cui sappiamo pochissimo (ci sono solo vaghi accenni ad una moglie e un figlio). Inoltre il personaggio di Moorcock strada facendo scopre di non essere che una delle tante incarnazione del Campione Eterno, un individuo destinato a combattere eternamente per mantenere l’equilibrio cosmico. La visione pessimista del genere umano nell’opera di Moorcock è fin troppo palese: nessuno è pienamente libero di decidere la propria strada, ma tutti soccombiamo a forze più grandi di noi.
 Di Jorge Pinedo, invece,  ci viene raccontato tutto il suo passato, inoltre nei nove episodi non manca mai lo spaesamento che chiunque di noi proverebbe nel trovarsi in un ambiente completamente estraneo. Se lo scrittore inglese finisce per negare o quantomeno per limitare il libero arbitrio, Breccia e Barreiro, nella conclusione del loro ciclo, lo affermano nella sua pienezza.

Micheal Moorcok: (Londra 1939) scrittore britannico di romanzi storici, fantasy, fantascientifici e d’avanguardia. Per lungo tempo direttore dell’innovativa rivista letteraria New Worlds. Nel 1961 contribuisce al filone sword &sorcery con l’antieroe Elric di Melniboné.  Il Campione Eterno è invece del ’62. Diverse le sue incursione nel mondo del fumetto: ha scritto sceneggiature per Tarzan Adventures, inventando fra l’altro Sonjan sulla scia di John Carter di Marte, seguono collaborazioni con Frank Brunner, Walter Simonson e altri disegnatori, nonché la graphic novel Swords of Heaven, Flowers of Hell disegnata Howard Chaykin nel 1978, con Erekose protagonista.

Enrique Breccia: (Buenos Aires, 1945) disegnatore, pittore e sculture argentino, figlio del grande artista Alberto Breccia, ha esordito collaborando con suo padre alla biografia a fumetti di Che Guevara. A tutt’oggi uno dei giganti del fumetto mondiale. In ambito fantasy ha disegnato Il Pellegrino delle Stelle, Il Collezionista di Sogni e Il Cacciatore del Tempo.

Ricardo Barreiro: (Buenos Aires, 1949 – Buenos Aires, 1999) sceneggiatore argentino, celebre per il personaggio post-apocalittico di Barbara, creato insieme a Juan Zanotto, ma autore anche di numerosi altri fumetti dei generi più disparati, disegnati dai più grandi artisti latino-americani (Solano Lopez, Alcatena, Breccia, Gimenez, ecc). Dopo l’avvento del regime militare, espatriò prima in Spagna e poi in Francia e in Italia. Morì prematuramente a soli cinquant’anni per un tumore.



domenica 25 gennaio 2015

Conan Duck sperimenta tra colore e b/n

Testo: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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mercoledì 14 gennaio 2015

Conan Duck feat. Harry Potter

Testo: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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venerdì 2 gennaio 2015

Tributo di Dea Fumettista

Per eventuali contatti con la nostra amica artista che ci ha fatto questo tributo, la sua pagina Facebook è https://www.facebook.com/dea.fumettista?fref=ts

martedì 30 dicembre 2014

Conan Duck contro Saffo l'Amazzone

Testi: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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martedì 23 dicembre 2014

Tributi


Due tributi di Silavano Calligari, il papà di Diabla, a Conan Duck

E un tributo di Francesco Elisei a Moreno Burattini, sceneggiatore di Zagor.

Per Conan Duck le sorprese non finiscono mai...

Testi: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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venerdì 5 dicembre 2014

I dubbi di Conan Duck (a colori)



ALCUNI CONTENUTI POSSO NUOCERE AI MINORI
Testo: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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mercoledì 26 novembre 2014

Conan Duck contro Rock Sigfrid

ALCUNI CONTENUTI POSSO NUOCERE AI MINORI
Testo: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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mercoledì 19 novembre 2014

Intervista a Marco Cannavò (sceneggiatore di Crom - Il Segreto dell'Acciaio)






Domanda di rito: come sei arrivato al mondo del fumetto?
Ho trovato una foto di quando avevo circa 4 anni e sfogliavo un Kriminal, di Magnus, forse è iniziata li l'esplorazione di questo mondo.
Quali sono i tuoi autori preferiti?
Come scrittori Alan Moore, Tiziano Sclavi, Frank Miller, Kurt Busiek, John Byrne, Roy Thomas. Come disegnatori ce ne sono tanti, cito i primi cinque che mi vengono in mente: Sudario Brando, Alex Nino, John Buscema, Sergio Toppi, Gigi Cavenago
Attualmente hai un rapporto strettissimo col disegnatore Sudario Brando. Come l’hai conosciuto? E come ti trovi a lavorare con lui?
Ci siamo conosciuti nella Biblioteca delle Nuvole, un posto incredibile che raccoglie 55 mila fumetti, una biblioteca comunale di fumetti fondata da Claudio Ferracci. Sono fortunato a lavorare con Sudario, un grande disegnatore e grande autore unico; un giorno le sue storie verranno affiancate a quelle di Andrea Pazienza (non l'ho citato sopra perché lo sto citando adesso). Grazie al nostro rapporto di amicizia abbiamo un confronto continuo che ci permette di raggiungere un ottimo livello sul risultato finale.
Tu e Brando avete vinto un contest organizzato in parte dalla Sergio Bonelli e siete stati premiati dai più noti autori di Dylan Dog. Cosa ne pensi dell’Indagatore dell’Incubo e del restyling che sta subendo?
 L'indagatore lo conosco bene, dalle scuole medie. Mi piace e mi stimola questa rivoluzione editoriale. Oggi va molto di moda “provare” volti nuovi in incarichi di prestigio e qualche volta finisce peggio di prima. Credo che in questo la Bonelli sia fortunata ad avere Recchioni come editor in quanto “ce capisce” sia di scritto che di disegno.
Crom è un fumetto dichiaratamente ispirato al mondo di Conan il Barbaro, di cui costituisce una sorta di prequel. Ci puoi parlare della nascita di questa serie?
Questa serie in origine si chiamava Età della Pietra e alla fine morivano tutti. In seguito ho pubblicato un portfolio per omaggiare il barbaro e mi sono ammalato di conanite e in una notte di travaglio è nato Crom.
Di Crom sei anche editore. Cosa consigli a quegli autori che hanno deciso di intraprendere la strada dell’autoproduzione?
Devono arrivare preparati e creare un fumetto fatto per bene, un prodotto che si faccia notare, accattivante, perché diventerà il loro biglietto da visita in questo mare di carta.
Tu hai definito Crom un heroic cave, ossia un ibrido tra l’heroic fantasty e le storie di ambientazione preistorica, stile Un Milione di Anni Fa e La Guerra del Fuoco. Quali sono le tue opere preferite in questo filone?
Al primo posto c'è Tor di Joe Kubert (vedi il caso Pazienza), poche parole e molta dinamicità un po' alla Sudario. Poi c'è Thun'da di Frazetta (come prima) e per finire Ryu il Ragazzo delle Caverne gran cartone animato della mia fanciullezza.
Tu e Brando, se non sbaglio, avete fatto anche un fumetto “sportivo”. Cosa ne pensi di chi dice che fumetto e sport non vanno d’accordo?
La graphic su Fabrizio Ravanelli è un progetto nato ora che vedrà la luce a maggio 2015. Sulla seconda domanda ti rispondo che la nuova vita italiana di Topolino è stata presentata con una rovesciata di Topo-Parola sulla copertina del famoso n. 3019.
Domanda ironica: Meglio il Conan della Marvel o quello attuale della Dark Horse?
 Meglio il Conan di Howard!

lunedì 17 novembre 2014

Un rivale per Conan Duck?

Testo: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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sabato 15 novembre 2014

Intervista a Rossana Berretta (disegnatrice di Balthazar l'Implacabile)




Domanda di rito: come sei arrivata al mondo del fumetto?
Vera e propria passione per il disegno e per le storie, da leggere o da raccontare. Mio zio Claudio era il più grande collezionista di fumetti che io abbia mai conosciuto, passavo le domeniche in camera sua a leggere a piene mani. Così ho deciso di frequentare la Scuola Chiavarese del Fumetto, dopo il liceo artistico. In realtà per i primi dieci anni della mia carriera di disegnatrice ho lavorato (e lavoro tutt’ora) più nelle illustrazioni che nei fumetti, per una mera questione di possibilità: nelle illustrazioni c’è più lavoro, specie all’estero. Così, a parte qualche esperienza con piccole case editrici ho dovuto aspettare un bel po’ per approdare davvero nel “mondo fumetto”.
Quali sono i tuoi autori di riferimento? E quale il fumetto che, come si suol dire, porteresti su un’isola deserta?
Alfonso Font, Gimenez, Milazzo, Lee, DeAngelis… e centinaia di altri, sono una grande fruitrice e il mio immaginario viene stimolato e catturato da molti autori. Mi piacciono anche stili molto diversi, ma il mio preferito rimane il fumetto in bianco e nero di stampo argentino. Sull’isola deserta… mmm… mi vengono in mente tanti titoli, davvero. Forse “Nausicaa” di Miyazaki. Non sono di solito un’appassionata di manga, ma secondo me questo fumetto in particolare trascende il genere.
Attualmente lavori su sceneggiature di tuo marito, Alessandro Sidoti, e i vostri fumetti sono autoprodotti. Vi va bene essere definiti una “impresa fumettistica a conduzione familiare”? E come vi trovate a lavorare insieme?
Eh eh … è una bella definizione, anche se sembra molto idilliaca rispetto al clima di tensione da “Daily Bugle” che si ha da noi quando siamo in consegna! Lavorare insieme è favoloso e terribile, a volte. Abbiamo dovuto abituarci alle richieste e alle esigenze dell’uno e dell’altro, e non è mai semplice, soprattutto quando si rischia di cominciare una discussione su una posizione in una vignetta e finirla su chi non ha portato fuori la spazzatura! E’ una battuta, ovviamente, ma è per darvi l’idea di quanto sia difficile lavorare con la persona con cui vivi. Poi, con il tempo, abbiamo cominciato a trovare il NOSTRO metodo, e devo dire che ora la routine di Balthazar è davvero stimolante. Le nostre idee si completano a vicenda, non siamo mai in netto contrasto e quando abbiamo due idee diverse riusciamo sempre a migliorare il risultato finale, dando sempre una mano all’altro. E’ davvero bello lavorare così
Come è nato il personaggio di Balthazar l’Implacabile? Vi siete ispirati a qualche attore per il protagonista e i principali comprimari? Oppure l’ispirazione è venuta più da fanti letterarie, fumettistiche o altro?
Su questa domanda ti risponderebbe meglio Alessandro, ma posso venirti incontro anch’io. Dopo aver vinto un concorso fumettistico alla Romics del 2011 ci venne la voglia di proporre un progetto grande, tutto nostro. Ale mi svegliò una mattina con un cappuccino e due idee: una di queste era Balthazar, e io mi ci innamorai al primo istante. E Balthazar fu. Per quanto riguarda l’aspetto fisico, Balthazar ha molte delle fattezze di Jason Momoa; lo ricorda anche se alcune delle caratteristiche di Bal devono ovviamente riprodurre i suoi tratti somatici, le sue origini. Balthazar è un mezzosangue, mezzo nero e mezzo arabo (non ce lo aspettavamo, ma abbiamo assistito ad episodi di razzismo per questa nostra scelta etnica… incredibile!). Non l’abbiamo fatto solo per stilismo, c’è una precisa ragione circa le origini etniche di Bal, e chi vorrà seguirci lo scoprirà! Per quanto riguarda il personaggio femminile principale, Juliet Fixer, deve la sua beltà alle forme di Salma Hayek, anche in questo caso con qualche modifica. Ale ama dire che Juliet sarebbe stata molto diversa se non ci fosse stata la mia influenza. Quello che ci interessava era riuscire a rendere un personaggio femminile bello e provocante senza cadere nello stereotipo. La cosa più “calda” di Juliet è il cuore, più che le forme: dai commenti dei nostri lettori crediamo di esserci riusciti!

Attualmente i vampiri sembrano essere passati dall’horror vero e proprio a generi “paralleli” come lo Hurban Fantasy e il Paranormal Romance. In Balthazar c’è un ironico riferimento alla saga di Twilight. Cosa ne pensi di questa inversione di tendenza? Davvero l’horror del futuro sarà solo serial killer e torturatori?


Io sono una grande appassionata di fantascienza e fantasy. Per me l’Horror è venuto dopo, anche se ho fatto in tempo a farmene una discreta cultura. A 18 anni circa lessi Dracula, e lo trovai molto bello. Il personaggio del vampiro è viscerale, bestiale, ironico, travolgente… niente a che fare con i vampiri sberluccicosi che popolano gli odierni romanzi. Ho visto diversi film Horror apprezzabili. Mi piace molto il genere “claustrofobico”, d’atmosfera, dove è più l’idea di ciò che succede a farti paura piuttosto che il fiume di sangue. Ci sono film così, anche moderni. Non amo affatto l’Horror “tanto per fare”, l’Horror messo a casaccio per fare impressione e far vendere. Ricordo, poco tempo fa, sfogliavo una testata di Batman dove due uomini trovano il corpo in decomposizione di una madre, e il bimbo, vivo, vicino. Era davvero necessario far vedere quella scena? Non credo. Film e Fumetti così non incontrano i miei gusti.


A me viene spontaneo paragonare Balthazar a serie TV come Buffy, True Blood e Supernatural che si presentano come una commistione di generi e di registri narrativi diversi, oppure alla saga cinematografica di Blade (anch’essa un ibrido tra generi diversi). Quali sono state per te le difficoltà maggiori nel dover passare da momenti horror ad altri action, ad altri ancora introspettivi oppure ironici?
Il bello di Balthazar è il multiregistro, la possibilità di disegnare un paio di tavole nel medioevo e subito dopo un inseguimento urbano. Per un disegnatore penso sia fantastico. Diversificare i generi è, per me, un metodo per lavorare di più (e con il genere di lavoro che faccio deve esserlo per forza…). Certo, ci sono cose che ti riescono meglio, altre meno. Ma mettersi alla prova e disegnare di tutto è davvero bello.
Terminiamo con un’altra domanda di rito: quali sono i progetti di Rossana Berretta per il futuro, se ce li puoi anticipare?
Stiamo lavorando ora a Balthazar numero tre. La copertina verrà resa pubblica a Inchiostro d’autore, importante manifestazione di fumetti savonese, il 29-30 Novembre 2014. Sono davvero entusiasta, se posso dirlo, le prime pagine di sceneggiatura sono sotto i miei occhi e sono davvero, davvero stimolanti, e non vedo l’ora di dare il massimo. Abbiamo in progetto, a lungo termine, anche il rifacimento, in grande, del piccolo fumetto che ci ha fatto vincere il famoso concorso all’inizio di tutta la nostra epopea. Si tratta di “Mob’dykk”, versione a fumetti fantascientifica del classico di Melville. Personalmente non vedo l’ora di lavorarci. Il problema è sempre Padre Tempo.

martedì 11 novembre 2014

Conan Duck e le prodezze del Mago Alzheimer

Testo: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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mercoledì 5 novembre 2014

Un mago per Conan Duck

Testi: Paolo Motta - Disegni: Francesco Elisei
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mercoledì 22 ottobre 2014

I soliloqui di Conan Duck

Testi di Paolo Motta. Disegni di Francesco Elisei
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venerdì 17 ottobre 2014

Conan Duck subisce ancora

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